Che il nostro sistema sanitario sia in crisi non è più una notizia. Lo testimoniano le infinite liste d’attesa, la fatica crescente del personale sanitario, il disorientamento dei cittadini. Ma se tutto questo ormai fa parte del discorso pubblico, molto meno si parla delle radici culturali di questa crisi e delle possibili vie di uscita che passano non solo per le riforme e gli investimenti, ma per una diversa visione della salute.
Una testimonianza particolarmente efficace ce la offre Federico Russo, psichiatra e membro del Comitato Scientifico di Cultura è Salute, che con toni lievi ma profondi ci racconta la sua personale odissea tra SSN e sanità privata. Lo fa con un’ironia malinconica e uno sguardo esperto: da medico e da cittadino. Alla fine ci restituisce un paradosso eloquente: chi decide di investire sulla propria salute per prevenire future patologie finisce spesso per essere penalizzato. Il suo racconto interroga tutti noi: perché il sistema sanitario non dovrebbe incentivare questi comportamenti, invece di ostacolarli? Questa riflessione ci accompagna naturalmente verso un’altra voce autorevole del nostro Comitato Scientifico, quella di Andrea Satta, che da pediatra e artista testimonia quanto arte e cultura possano incidere sul benessere individuale e collettivo. Ospitare il suo contributo ci restituisce una visione più ampia della salute, che riconosce nelle pratiche culturali non solo un arricchimento umano, ma anche un potente strumento di prevenzione. Ormai è riconosciuto: la cultura fa bene. E in questa luce, anche le parole di Joan Baez – che Andrea ci invita ad ascoltare – diventano parte di un discorso più grande, che ci riguarda tutti.
Sempre in questa direzione si muove Effetto Dante, evento in programma per il 15 novembre 2025 a Ravenna, che raccoglie idealmente il testimone dalla kermesse Effetto Michelangelo: un evento che dalle Sistine di Roma ha lanciato il suo messaggio su scala nazionale. Si tratta di un passaggio non simbolico ma concreto verso la costruzione di una Rete policentrica territoriale di “Cultura è Salute”, in cui Ravenna si candida a diventare il primo polo attivo. In questo numero dedichiamo uno spazio anche a un’iniziativa di grande valore quando parliamo di arti per la cura e prevenzione: la visita alla mostra del Caravaggio da parte di pazienti della ASL Roma 1, realizzata nell’ambito di una collaborazione stabile tra istituzioni sanitarie e culturali. Un’esperienza che dimostra come la sinergia tra questi mondi, spesso percepiti come distanti, possa generare percorsi di cura più ricchi, completi e umani. Valorizzare e consolidare questi partenariati stabili è oggi una priorità per costruire un sistema sanitario capace di rispondere non solo alle malattie, ma anche al bisogno di senso e bellezza.
A testimonianza di questo fermento, segnaliamo con entusiasmo l’avvio della terza edizione del Master Poetica, il percorso formativo di Club Medici dedicato alla medicina e alla cura attraverso la mediazione artistica. Un’occasione preziosa di formazione, condivisione e crescita che invitiamo tutti i nostri lettori a scoprire e a vivere in prima persona. Se è vero, dunque, che la sanità è in crisi, è altrettanto vero che esistono energie, esperienze, persone e idee che continuano a credere in una medicina che guarda alla persona e non solo alla malattia. Università che introducono le Medical Humanities nei percorsi formativi dei medici, strutture sanitarie che aprono le porte all’arte, medici che trovano nuove vie per raccontarsi e per ascoltare: in tutto questo riconosciamo non solo un fermento, ma una possibilità concreta di rinnovamento. Un riconoscimento importante a questo lavoro è arrivato anche dalla professoressa Renata Schiavo, docente alla Columbia University of New York e all’American University of Rome, che ha invitato il progetto “Cultura è Salute” a essere presentato ai suoi studenti come esempio di buona pratica nell’ambito delle Medical Humanities. Un segnale che ci incoraggia e ci conferma la forza di questa visione.
Club Medici, con le sue iniziative, vuole essere parte attiva di questo processo. Perché non c’è cura senza cultura. E non c’è salute senza bellezza, relazione, senso.
Vincenzo Pezzuti
Presidente Club Medici