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5G, I RISCHI DELLA TECNOLOGIA DI ULTIMA GENERAZIONE

Con il 5G si renderanno finalmente concrete molte proposte. Ci si potrà collegare ad alta velocità e avere sempre a disposizione un’alta banda con una bassa latenza. Sarà possibile realizzare l’Internet delle cose che, grazie a una rete a larghissima banda, permetterà ai vari dispositivi di connettersi senza difficoltà tra loro e cercare sinergie con altri apparecchi.
Ma esattamente cosa significa 5G?
Per la telefonia mobile si tratta della “5th Generation”, cioè la quinta generazione di tecnologie e standard che permette prestazioni e velocità superiori a quelli della tecnologia attualmente in uso, la 4G.
Non si tratta soltanto di una questione di banda, ma di un trampolino verso scenari d’innovazione che si spingeranno verso il concetto di “Networked Society”. Il passaggio ovviamente non sarà immediato, ci vorranno anni prima che il territorio italiano sia interamente coperto dal 5G.

Nonostante la presentazione così entusiasmante, non è tutto oro quello che luccica.
Sembra infatti che non siano stati portati avanti studi sull’umanità e sull’ambiente e che la presenza di una grande quantità di onde possa essere estremamente dannosa per la salute.

In virtù di questo lo scorso 26 febbraio, presso la Camera dei Deputati, sono stati ascoltati i pareri negativi riguardo al 5G da parte della comunità medico-scientifica e dell'Alleanza Stop 5G.
Quest’ultima ha presentato una moratoria per il 5G; per il momento questa nuova tecnologia è criticata da un’ampia parte della comunità medico scientifica internazionale e anche dallo SCHEER (Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti della Comunità Europea) che ne mette in luce i pericoli verso l’ecosistema e la popolazione.
Ai parlamentari presenti è stata consegnata una petizione con oltre 11.000 firme per richiedere al Governo di fermare la sperimentazione del 5G e non innalzare i limiti di legge dell’inquinamento elettromagnetico.

Sono stati ascoltati anche i pareri di esponenti della scienza e della medicina indipendente che hanno evidenziato i rischi socio-sanitari di questa tecnologia.

Secondo la dott.ssa Stefania Borgo di ISDE Italia (Associazione Medici per l'Ambiente), è necessario condurre un’adeguata sperimentazione e una ricerca abbastanza lunga per capire quali possano essere i livelli di tossicità del 5G. Al momento gli studi sugli animali hanno evidenziato che le radiofrequenze utilizzate per questa tecnologia possono portare allo sviluppo di tumori in diversi apparati, come quello riproduttivo, metabolico e il sistema nervoso.

L’opinione della dott.ssa Fiorella Belpoggi dell’Istituto Ramazzini, evidenzia invece come le aziende chimiche e automobilistiche conducano studi e test prima di immettere sul mercato nuovi prodotti, mentre le aziende di telefonia mobile no. Sarebbe auspicabile che i governi valutino la pericolosità di questa tecnologia innovativa con degli studi sperimentali appropriati.

L’appello che è stato lanciato all’unisono è quindi quello di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertino i rischi per la salute dei cittadini.

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