CLUB MEDICI RADDOPPIA

CLUB MEDICI HA APERTO LA SEDE DI FRONTE ALL'ORDINE DEI MEDICI DI ROMA

La sede regionale di Club Medici per i Medici di Roma e del Lazio è aperta in via G.B. De Rossi,12
In questa sede sono a vostra disposizione i nostri consulenti per Finanziamenti, Assicurazioni e Turismo.

In via Giuseppe Marchi, 10  rimangono operativi i settori di Leasing e Noleggio a Lungo Termine e  Cure Mediche Rateali. La sede storica ospita ora anche la Redazione Club Medici News, la Direzione,  l'area Eventi e Cultura. 

In questi giorni, visto il perdurare di problemi tecnici non derivati dalla nostra volontà, è possibile contattarci via e-mail oppure ai seguenti recapiti telefonici.



Visualizza la lista dei recapiti telefonici.

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“Vedere la Scienza Festival”

Si è svolta dal 26 marzo al 3 aprile la XVI edizione del Festival del Film, del Video e del Documentario Scientifico promosso dalla Facoltà di Scienze dell’Università di Milano. Lo Spazio Oberdan ha ospitato il concorso internazionale a cui hanno partecipato film, video e documentari prodotti negli ultimi due anni in diverse parti del mondo. Le opere vincitrici sono state poi proiettate il 3 aprile presso la Mediateca Santa Teresa.
Il festival presenta anche una rassegna che quest’anno ha celebrato il centenario della nascita di Alan Turing proponendo una serie di film che trattano il rapporto tra uomo e macchine. Turing, considerato uno dei padri fondatori dell’informatica, è noto per essere riuscito a decifrare, durante la seconda guerra mondiale, i codici usati nelle comunicazioni tedesche, criptati con il sistema “Enigma”. Da questi fatti trae ispirazione l’omonimo film di Michael Apted. Tra gli altri film in rassegna ricordiamo: “Strange Days” di Kathryn Bigelow, “Blade Runner” di Ridley Scott, “Metropolis” di Fritz Lang, e “eXistenZ” di David Cronenberg.

Riferimenti: www.brera.unimi.it/festival

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In corpore sano. Mens sana.

Mens sana in corpore sano. E viceversa. Anzi soprattutto viceversa. Recentissime ricerche hanno mostrato che l’esercizio fisico costante e moderato stimola il cervello attivando un numero elevato di neuroni.
Uno studio condotto dal prof. Soya dell’Università giapponese di Tsukuba, condotto sui ratti, per comprendere le variazioni di glicogeno presenti nel cervello prima e dopo l’esercizio fisico, ha evidenziato risultati molto interessanti. A quanto pare, infatti, esercizi fisici prolungati abbassano anche le riserve energetiche del cervello, soprattutto nelle aree cerebrali della corteccia frontale e dell’ippocampo che sovrintendono alle attività di pensiero, memorizzazione e movimento.  Gli animali studiati sono stati nuovamente monitorati in due differenti situazioni: dopo una serie isolata di esercizi e dopo quattro settimane di esercizio moderato ma regolare, in seguito al quale quale era stato loro permesso di cibarsi. Ebbene, non solo il cervello aveva recuperato completamente il livello di glicogeno iniziale, ma ne aveva addirittura aggiunto un 60% in più nella parte della corteccia frontale e dell’ippocampo e poco meno in altre parti del cervello. La cosa interessante è che i livelli ritornano normali nelle 24 ore, a meno che non subentri esercizio fisico costante.
Gli animali che facevano attività fisica infatti mostravano un livello base di glicogeno superiore a quanto registrato negli animali sedentari. Con aumenti evidenti soprattutto nelle porzioni di cervello deputate alla formazione della memoria e dell’apprendimento. 
Una ipotesi particolarmente affascinante, avanzata dal direttore della ricerca, è che l’aumento di glicogeno nella corteccia e nell’ ippocampo potrebbe essere fattore positivo nello sviluppo di un cervello più funzionale. Certo i risultati della ricerca sono stati effettuati solo sugli animali e non possono ancora essere replicati sugli uomini dati i limiti delle tecnologie per lo studio del metabolismo del glicogeno. Per le persone, però, si potrebbe trattare di un meccanismo che si attiva ancora più facilmente:  probabilmente dopo uno sforzo prolungato, il corpo umano potrebbe solo avere necessità di una banana o del cioccolato per rimpinguare le scorte di glicogeno, attivando contemporaneamente riserve elevate di energia che potrebbero permettere un migliore funzionamento del cervello. Una ipotesi molto interessante, sebbene tutta da dimostrare. 


Riferimenti: New York Times

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Dormiamoci su. O no?

Andare a dormire subito dopo una esperienza negativa non sembra essere una buona idea. L'insonnia che segue ad un evento negativo sembra essere invece protettiva per il sistema nervoso in quanto ne cancellerebbe il ricordo.
E' quanto emerge da uno studio condotto dall'Università Amherst del Massachusetts. Secondo i neuroscienziati Rebecca Spencer e Bengi Baran, che hanno avviato la ricerca, i risultati sono particolarmente interessanti sia per chi soffre si sindrome di stress post traumatico sia per coloro i quali sono testimoni oculari nei processi. Sembra infatti che la visione di qualcosa di disturbante - un incidente, ad esempio - se rivissuta successivamente produce una reazione emotiva di gran lunga inferiore in caso si sia rimasti svegli rispetto a quanto non succeda in seguito ad una dormita. E' come se il cervello, rifiutandosi di dormire, voglia cancellare l'evento che altrimenti, durante il sonno, rimarrebbe "salvato" nei suoi circuiti della memoria.
Alla base di tutto ci sarebbe una ragione evolutiva: esperienze o emozioni negative se fissate nel ricordo permettono di evitarle, laddove le emozioni positive consentono di ripeterle.
Del resto saggezza popolare afferma che per gli ingredienti per una vita lunga sono buona salute e cattiva memoria. Degli eventi negativi, ovviamente.


Riferimenti: University of Massachussets Amherst

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L'importanza di essere introverso

Cosa accomuna personaggi tanto distanti nel tempo e nello spazio come Rosa Parks, JK Rowlings e George Orwell? Sono tutte persone che manifestano un carattere introverso.
Secondo lo studioso JD Higley, ciò che determina in modo preponderante la personalità degli individui è proprio la tendenza ad essere introversi o estroversi. Il rientrare in un gruppo o nell’altro influenza profondamente il modo in cui scegliamo compagni ed amici, in cui facciamo conversazione o in cui dimostriamo affetto ed amore.
L’introversione e l’estroversione caratterizzano perfino il comportamento animale e come altri grandi “dualismi” contribuiscono a rendere il mondo interessante e vario. Tuttavia la maggior parte delle ricerche condotte da psicologi della personalità e da altri studiosi dimostrano che l’introversione è un tratto della personalità che non solo non riceve riconoscimento sociale, ma è addirittura considerato un difetto.
In un mondo dominato da un “Ideale dell’estroverso” – come lo definisce la scrittrice Susan Cain – l’introversione e tutti i tratti che spesso (ma non sempre) ad essa si accompagnano come: sensibilità, serietà e timidezza, sono considerati un elemento di debolezza, se non addirittura una patologia. 
Cedere al pregiudizio e fermarsi alle apparenze sarebbe tuttavia un grande errore. Senza introversi, infatti, il mondo probabilmente sarebbe stato privato - solo per citare alcuni esempi - della teoria della gravità di Newton, di quella della relatività di Einstein, delle opere di Proust e di Orwell, dei film di Steven Spielberg e di Google.
Gli introversi hanno un diverso modo di relazionarsi al mondo esterno, ma non per questo significa che nella vita riescano di meno o che siano tutti timidi. Bill Gates, ad esempio, è un noto introverso che rimane imperturbabile rispetto all’opinione degli altri, mentre Barbra Streisand, donna dalla grande personalità, soffre di ansia da palcoscenico. Insomma, come dice il saggio, la realtà è sempre più complessa di quella che appare, e proporre come vincente su un solo modello comportamentale sarebbe estremamente limitante.

Riferimenti: The Guardian

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"Infinitamente"

Si è tenuta a Verona dal 15 al 18 marzo la quarta edizione del festival di scienze e arti “Infinitamente”. Quest’anno la manifestazione, promossa da Università di Verona, Assessorato alla Cultura del Comune e Consorzio Verona Tuttintorno e organizzata con Fondazione Cariverona, Fondazione Cattolica Assicurazioni ed Esu di Verona, è dedicata ad esplorare tre concetti che evocano scenari affascinanti e misteriosi: tempo, spazio e infinito.
Nel lungo weekend del festival la città di Verona è stata animata da numerosi eventi: cinquanta incontri con scienziati e personalità del mondo della cultura e dell’arte, dibattiti, laboratori ludico-didattici per bambini, ragazzi e adulti, eventi musicali e spettacoli teatrali. Per l’occasione il Museo Civico di Storia Naturale della città inaugura due mostre: “Viaggio nel tempo: immagini dall’universo” mostra fotografica tratta dalla collezione della Nasa  “From Eath to the Universe” e “Il mondo di Cecilia Webber” esposizione delle opere digitali della giovane artista statunitense.
Infine sono stati allestiti anche la fiera del libro di divulgazione scientifica “Infinitamente libri” e un planetario digitale che permette di effettuare dei viaggi virtuali tra i pianeti del sistema solare.

Riferimenti: infinitamente.univr.it

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Web TV delle ricercatrici

E’ stata presentata la scorsa settimana la web TV dedicata alle ricercatrici dell’ENEA. Si tratta di una iniziativa promossa nell’ambito del piano triennale di azioni positive dell’Agenzia  (D. LGS. n. 198 dell’11.4.2006, art. 48) per “dare voce e visibilità alle tante figure femminili che operano con rilevanti risultati nel campo della ricerca scientifica dell’ENEA”. Uno spazio, insomma, in cui le ricercatrici dell’ENEA possano proporre l’informazione in ottica di genere per favorire la visibilità e la valorizzazione dei successi delle donne nel campo della ricerca.
La web tv, consultabile al sito www.donne.enea.it, è organizzata in diverse rubriche con interviste, descrizioni dei progetti e delle attività di eccellenza,  resoconto di premi e riconoscimenti, l’agenda con meeting e seminari e infine un documentario dedicato alla condizione femminile dalla preistoria ai nostri giorni. Il canale infine è anche un mezzo di incontro e di scambio con altre ricercatrici che possono lasciare commenti, testimonianze e suggerimenti.

Riferimenti:
enea.it

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